In un libro tutti i segreti del miracolo Islanda

“Miracolo Islanda”, il libro di Andrea Montemurro: come il paese outsider è diventato protagonista
24 Marzo, 2021

In un libro tutti i segreti del miracolo Islanda

Un vero e proprio miracolo sportivo, quello descritto da Andrea Montemurro (SportItalia Edizioni), nel suo libro “Miracolo Islanda” – “Lo sport come antidoto alle devianze giovanili” con prefazioni di Giorgia Meloni e Giovanni Malagò, oggi alla seconda ristampa e traduzione in inglese.

Parliamo praticamente di un breve manuale sociologico che di fatto racconta le gesta della “terra dei ghiacci” negli ultimi anni. “L’aver creato un sentimento d’appartenenza alla comunità nazionale – spiega Giorgia Meloni in una delle due prefazioni al libro – è il segreto della formula vincente: dietro gli investimenti dello Stato, dietro la programmazione sportiva, dietro la voglia di combattere le devianze giovanili c’è un amore infinito per la propria terra”. Un viaggio appassionante in una terra di confine che pochi conoscono, un posto dalla connotazione magica ma anche da una enorme influenza morale e caratteriale. “Mi sono chiesto – ha spiegato l’autore Andrea Montemurro – quanto sia importante lo sport nella società. Nel nostro Paese c’è bisogno di strutture per praticare lo sport. Poi devono essere incentivati i rapporti tra discipline sportive e scuola. I ragazzi devono essere avviati al più presto alla multidisciplinarità e verso la conoscenza della pratica sportiva quotidiana come stile di vita. Tutto ciò accade da anni in Islanda dove la politica ha un peso specifico nella vita concreta di tutti i giorni e aiuta un popolo nella sua positiva trasformazione”.

Nel libro di Andrea Montemurro il “miracolo” viene affrontato da diversi punti di vista e analizzato nel suo contesto. Un ambiente sano e protetto che dà la possibilità a tutti di esprimersi al meglio, quindi, è uno snodo fondamentale anche per un progetto che “ha consentito all’Islanda di farsi trainare dallo sport – si legge nella prefazione di Giovanni Malagò.

 

Fonte: Il Tempo